Arriva a Busto il film sulla vicenda di Anna Maria Hábermann
Continuano a Busto Arsizio le iniziative per la Giornata della Memoria: l’8 febbraio (alle ore 8.15 e 11.15) e il 10 febbraio (alle ore 10.15), presso la Sala Tramogge dei Molini Marzoli Massari, sarà proiettato il film-documentario ungherese HOLTAK ORSZÁGA (Terra di morti) alla presenza dei registi Sándor Lász e Róbert Kollár e della protagonista Anna Maria Hábermann. Il film, che ha ottenuto grande successo durante la proiezione in anteprima italiana al Trieste Film Festival lo scorso 25 gennaio, è basato sul libro Il labirinto di carta di Anna Maria, edito in nuova edizione aggiornata da Proedi, e ripercorre il viaggio della protagonista da Busto Arsizio all’Ungheria sulle tracce della propria famiglia ungherese: un percorso a ritroso nella memoria familiare, avvenuto dopo la scoperta di risvolti inediti della vita dei suoi genitori, che la porterà alla ricerca delle proprie origini e di Tamás, il fratello mai conosciuto, scomparso nei Lager nazisti. Il film è stato scelto e proiettato all'ultimo Film festival di Budapest dove è arrivato fra i cinque finalisti. Il libro è reperibile presso l’editore (www.proedi.it) e presso la libreria Boragno. Per informazioni: Ufficio Cultura - tel. 0331 390349 – 350 -
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Anna Maria Hábermann è nata in Italia da padre ungherese e da madre italiana. Dopo gli studi classici si è diplomata in pianoforte, ha conseguito la laurea in medicina e chirurgia, specializzandosi in ortopedia e traumatologia. Collateralmente alla professione di medico, ha tenuto corsi di fisiopatologia per musicisti all’Accademia pianistica di Imola, sviluppando brevetti ergonomici applicati alla musica. Da un decennio si dedica a ricerche storiche sull’Ungheria del XX secolo. Nel 2001 con «L’ultima lettera per Tibor» (La Giuntina, Firenze) ha vinto il primo premio assoluto al III concorso «Mario Tobino». Nel 2009 ha pubblicato «Tamás könyve» (Kieselbach, Budapest), libro documentario dedicato al fratello. Con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Busto Arsizio e dell’associazione Italia Israele Varese-Alto Milanese, ha pubblicato «Il labirinto di carta» (Proedi Editore, Milano).
Alcune immagini del film sono visibili al seguente indirizzo:
http://kereso.nava.hu/document/show/id/1083900
Mentre a questo indirizzo è possibile vedere il servizio dedicato all'evento da Rete 55:
http://webtv.rete55news.tv/video/100038749 (dal minuto 17 in avanti)
Di seguito viene riportato un estratto di un articolo relativo alla manifestazione del 28 gennaio a Trieste al teatro Miela, pubblicato su Moked, il portale dell'ebraismo italiano:
La scelta è quella di guardare al passato per costruire il futuro. Con quest’obiettivo la Comunità ebraica di Trieste ha scelto quest’anno, in occasione del Giorno della Memoria, di aprire un momento di dialogo e di scambio sul tema dell’identità chiamando in causa due personalità d’eccezione: Anna Maria Habermann, medico, pianista e scrittrice, autrice de "Il labirinto di carta" (Proedi edizioni), che scoprì solo a 43 anni la sua ascendenza ebraica e la storia drammatica vissuta dalla sua famiglia al tempo della Shoah e Alexian Santino Spinelli, musicista compositore, cantautore, insegnante, poeta, saggista, uno dei massimi interpreti della cultura rom in Italia, che delineerà invece le caratteristiche del Porrajmos, lo sterminio degli zingari d’Europa e le modalità della sua memoria. “E’ una delle prime volte in Italia – spiega Mauro Tabor, assessore alla Cultura della Comunità ebraica di Trieste – che una Comunità ebraica italiana si confronta con l’esperienza di persecuzione vissuta dal popolo rom con il desiderio di conoscere e di preservare quella Memoria che finora si è prevalentemente trasmessa per via orale”. “Attraverso il racconto di Anna Maria Habermann – continua – avremo la possibilità di comprendere che cosa significa scoprire un aspetto diverso e inaspettato della propria identità e fare i conti con quest’appartenenza, in un percorso che al tempo delle persecuzioni nazifasciste accomunò tanti ebrei europei che avevano scelto di integrarsi nella società maggioritaria anche attraverso la cancellazione del loro ebraismo. L’intervento di Santino Spinelli sarà invece l’occasione di confrontarsi con un’identità che, seppure con motivazioni diverse, ancor oggi è troppo spesso discriminata e oggetto di pregiudizio”. La manifestazione del 28 gennaio 2012, organizzata con il patrocinio del Comune di Trieste, si apre al teatro Miela con la proiezione di “Train devie”, il film del regista Radu Mihaileanu (1998, 103’), che ripercorre tra ironia e momenti grotteschi la drammatica vicenda della deportazione nell’Est Europa. Introduce la proiezione del film il presidente della Comunità ebraica di Trieste Alessandro Salonichio. A seguire l’incontro con Anna Maria Habermann e Alexian Santino Spinelli. Anna Maria Habermann ripercorrerà la vicenda che la portò a scoprire che il padre era ebreo, che si era convertito ed era scampato per miracolo alle persecuzioni naziste e che lei, Anna, aveva un fratello, Tamás, vissuto per qualche tempo in Italia, tornato in Ungheria e scomparso nei lager nazisti a soli 15 anni. A Busto Arsizio, città dove Anna Maria è nata, molti conoscevano quella storia, ma avevano rispettato il segreto del dr. Aladár Habermann, medico come la figlia, il quale durante la guerra aveva nascosto, a suo rischio e pericolo, tanti perseguitati dalle leggi razziali e dai nazifascisti. Al termine della conferenza ci sarà un concerto dell’Original Klezmer Ensemble di Davide Casali e dell’Alexian Group Musica Rom, realizzato nell’ambito della rassegna Erev Laila in collaborazione con Musica libera.
D.G.
Scritto da anna maria h., 09 febbraio 2012







Uno squarcio nel passato.
Sicuramente leggerò il libro e auguro che altre persone (soprattutto ragazzi) siano stimolati a conoscere il nostro passato.
Mi rendo conto che il mio commento è insignificante visto che ti aspettavi forse domande o altro ma ti voglio ringraziare sinceramente nel mio piccolo per avermi fatto scoprire il Tuo mondo e quello di Tamàs
Non dimenticherò mai.