Respira la cultura - Portale Web di promozione culturale
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Duna Rosa

Nasce in provincia di Macerata ma ha sempre vissuto a Milano, creando arredamenti d'interni; dal 2005 si è trasferita a Busto Arsizio per amore materno. Ha sempre lavorato e nel tempo libero si è dedicata alla pittura polimaterica e solo nel 1996 ha provato a partecipare ad un concorso per pittori non professionisti a livello nazionale, organizzato da 50 &Più, a Levico, vincendo la Farfalla d'orocome prima classificata, ed anche nel 1998 o 99 rivincendo la Farfalla d'Oro.

Oltre ai quadri polimaterici, che sente l'impulso irrefrenabile di creare non appena si imbatte in elementi che solleticano la sua immaginazione, ama creare anche cappellini estivi, tipo Ascot, e tutto quanto può essere creato con le passamanerie, le bigiotterie etc. che vende a San Pantaleo in Sardegna da maggio ad ottobre.

Un'altra passione sono i mosaici, le mattonelle i fregi che diventano fonte d'ispirazione per prototipi di pezzi di arredamento.


Galleria fotografica

Di seguito sono pubblicate alcune opere dell'artista (fai clic sulle immagini per ingrandirle)

Galleria fotografica 2

La recensione dell'Architetto Paolo Torresan, critico d'arte:

L’artista, nata nel maceratese, ha vinto concorsi e si è fatta ben conoscere nel mondo dell’arte; nei suoi nuovi lavori ci trovi il piacere del caldo colore della terra d’origine e di più, materiali, oggetti di recupero, basi naturali. Le sue “pitture – sculture” esplodono dalla seconda dimensione per entrare in quella dello spazio, e poi in quella del movimento.

Sono opere che, per lo più, vedi e godi girandoci attorno; giocando a guardarle sotto e sopra e di fianco; cercando di “rientrare” nella materia, nelle macchie di colori, nelle “strutturazioni” inaspettate…

Per leggerle meglio forse devi partire dalla storia di Duna Rosa e fra l’altro dalla sua passione per l’arredo.

Lo spazio “arredato” da Duna Rosa l’ha proiettata in uno spazio “vissuto” dal di dentro: come le sue opere, i suoi progetti di arredo, ricchi e corposi e suscitano naturale interesse, anche stupore…

E non di poca importanza è la presenza della luce che, sia naturale sia artificiale, sia proiettata “verso” che “contro”, trasforma l’opera in un gioco di luci ed ombre fantastico, ricco di stimoli.

Anche qui leggi la forza creativa dell’artista e la sua volontà di trasmettertela, lasciandoti parecchi gradi di libertà nella lettura e nella sua trasformazione in oggetto di “consumo” e di “pensiero”.

Anche parlare di Duna Rosa come di “artista concettuale” mi pare limitativo. Come pure di “arte del recupero”.

Le “filosofie” astratte, sono provocatoriamente improntate su un progetto “tridimensionale”, su una torsione ed un movimento quasi “futurista” degli oggetti, trasformati con una capacità compositiva non comune.

E la storia di siffatta evidente capacità passa certamente per la meditazione e la creatività dello “spazio” e del “vissuto”; ma mi pare ancora riduttivo: io ci vedo l’origine “solare” della sua terra, e “forte” del suo temperamento di donna combattiva e ricca di “sentimento” alla ricerca di mezzi espressivi oltre la piatta “tela dipinta”. 

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